Quel paradiso perduto e ritrovato. Gli auguri di Pasqua 2026
Quasi istintivamente siamo portati a decifrare la realtà in termini di opposti. Uno negativo, l’altro positivo. Pensateci. Amore e odio. Guerra e pace. Bianco e nero. Buoni e cattivi. Morte e vita. Paradiso e inferno.
L’aspirazione di ciascuna persona è di occupare la realtà positiva. L’odio, la guerra, la cattiveria, la morte, l’inferno non sembrano rientrare nelle prospettive di nessuno.
Eppure non sono poche le occasioni nelle quali gli esseri umani sono vittime o autori più o meno consapevoli e liberi di realtà negative. Come se il destino umano fosse ineluttabilmente segnato dal male.
Insomma, accade che uno voglia fare il bene ma spesso si ritrovi a fare il male. Accade che uno vuole guidare rispettando il codice della strada, ma poi scopre che è impossibile farlo nel traffico cittadino.
Possiamo comprendere perché nel cuore di tante persone vi sia come la consapevolezza e la nostalgia del paradiso sì, ma perduto. Di una condizione ideale nella quale qualcuno un tempo forse è vissuto, ma ora non più disponibile per nessuno.
Possiamo pure comprendere perché nel cuore di tante persone si siano affacciati in qualche modo il disinganno, la stanchezza e la rassegnazione di una esistenza segnata da mille illusioni e da mille contraddizioni.
La Risurrezione del Signore Gesù segna un passaggio importante nella storia e nella vicenda dell’umanità. Da una parte Dio non si sottrae a restare vittima delle realtà negative: dell’odio, della guerra, della cattiveria, della morte. Persino dell’inferno, nel quale dopo la sua morte Gesù ha abitato.
Dall’altra si dimostra mai stanco, sempre potente, mai rassegnato ad una condizione che non aveva pensato né voluto. Alla perdita del paradiso.
La Risurrezione di Gesù è la riconquista definitiva del paradiso perduto. È l’evento che spezza il circolo vizioso della realtà in termini opposti introducendo nella storia umana una nuova, unica condizione, quella divina. Nella realtà del Risorto e dei risorti con lui ciò che è perduto non è il paradiso, ma tutto quello che di negativo si oppone a Dio. Con la Risurrezione di Gesù il destino umano è ineluttabilmente segnato dal bene.
Questo giorno che annualmente celebriamo ci permette di rinnovare la gioia del paradiso riconquistato. L’augurio più cordiale è che nessuno si senta escluso, Gesù è Risorto perché tutti abbiano posto con lui in Paradiso.
Buona Pasqua!






